Una città per tutti 2008-2009

Progetto promosso dalle seguenti associazioni: Tribunale dei diritti del malato di Riccione-OdV (Organizzazione di Volontariato); Pedalando e Camminando-OdV; La LOCOMOTIVA – tutela dei diritti dei disabili mentali-OdV; Auser-OdV; Avulss-OdV; Uildm – Rimini-OdV; associazione Spi CGIL ed Istituto Tecnico Statale per Geometri “Odone Belluzzi” di Rimini (partner del progetto)

 

Premessa

Il progetto “Una città per tutti” è nato nell’ambito dei tavoli di progettazione sociale del  Centro Servizi per il Volontariato di Rimini (VOLONTARIMINI), da parte di un gruppo di associazioni, tra cui la Uildm, che operano nel settore della sanità e della tutela dei diritti delle persone disabili, degli anziani, della mobilità lenta e della tutela ambientale.

L’idea alla base del progetto era quella di dare un contributo per migliorare l’accessibilità nella città di Rimini, promuovere l’abbattimento delle barriere architettoniche e la  rimozione – o quantomeno la riduzione – dei comportamenti di automobilisti e motociclisti poco rispettosi dei diritti dei diversamente abili e, infine, di  proporre progetti di miglioramento urbano da sottoporre all’attenzione delle istituzioni.

Le associazioni sentivano di condividere la necessità di collaborare insieme per realizzare un progetto che rispondesse ai bisogni dei soggetti più deboli della nostra società per contrastare le quotidiane difficoltà nella fruibilità dei percorsi urbani a causa del troppo traffico, dello scarso rispetto dei diritti dei pedoni, dei marciapiedi rovinati e troppo spesso occupati, degli attraversamenti pericolosi, e delle barriere architettoniche che impediscono il pieno accesso ai luoghi della città da parte di chi ha difficoltà motorie.

Negli ultimi decenni le città hanno rinunciato ad essere luogo di incontro e di scambio, per rispondere in maniera quasi esclusiva alle esigenze di una sola parte della popolazione, basta soffermarsi a riflettere sul potere che l’automobile ha conquistato in città: le strade servono quasi esclusivamente per il traffico automobilistico. I percorsi per l’accesso ai luoghi, agli uffici pubblici, ai parchi, alle piazze, alla spiaggia sono diventati percorsi ad ostacoli non sempre superabili da persone con handicap fisici permanenti, anziani con difficoltà deambulatoria, genitori con i passeggini, persone temporaneamente infortunate, ecc.

Le associazioni riunite durante gli incontri hanno delineato un comune problema, che è quello delle barriere architettoniche e del comportamento di automobilisti e motociclisti poco rispettosi dei passaggi dedicati ai disabili e ai pedoni; hanno segnalato inoltre il declino della qualità della vita urbana, le difficoltà di mobilità e di accessibilità agli spazi della città che si trovano ad affrontare i soggetti più deboli, gli anziani, i bambini e coloro che hanno una limitata autonomia.
L’eliminazione delle barriere architettoniche è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione. Con la legge del 1989, finalmente, sono state introdotte tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate anche in qualsiasi edificio privato:

 

  • l’accessibilità
  • l’adattabilità
  • la visitabilità


Con questo progetto abbiamo cercato di incidere sulla sensibilità di cittadini e amministratori, ma anche sulle giovani generazioni: ad un gruppo di giovani studenti, infatti, è stato chiesto di rilevare le maggiori criticità in merito alle barriere architettoniche, in collaborazione con i volontari e referenti di quartiere, e di proporre soluzioni alternative per una nuova progettazione degli spazi urbani.
Il progetto, quindi, ha dato avvio ad una forte azione di sensibilizzazione, attraverso una campagna informativa di promozione sociale, in cui gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Odone Belluzzi” di Rimini, che saranno i progettisti del futuro, sono stati invitati a realizzare una mappatura di alcune zone critiche della città, servendosi di materiale fotografico e schede tecniche; con il materiale raccolto, poi, gli studenti hanno realizzato dei progetti per promuovere una città senza barriere architettoniche. Tutto il lavoro svolto, insieme ai dati raccolti dalle associazioni, è stato quindi restituito alla cittadinanza con una pubblicazione che è diventata strumento per informare, sensibilizzare e per dare il nostro contributo nella programmazione di un piano urbanistico che risponda alle necessità di tutti i cittadini, da presentare nelle sedi adeguate (consigli comunali, incontri con amministratori e politici).

Il progetto si è articolato in due azioni principali:

1.Una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione

2.Una città per tutti – mappatura delle criticità della città di Rimini e nuove proposte progettuali degli studenti dell’Istituto Geometri di Rimini

1 – Per quanto riguarda la campagna di sensibilizzazione, i volontari, con il supporto tecnico e professionale di consulenti del Centro Servizi per il volontariato, hanno impostato una campagna informativa che ha utilizzato, in forma coordinata e complementare, più mezzi di informazione. Dopo aver definito i messaggi e gli slogan da veicolare, è stato organizzato un piano di diffusione che ha utilizzato più mezzi di comunicazione: stampa, radio e televisione.
Le interviste radiofoniche e televisive sono state realizzate con la collaborazione dei volontari, dei tecnici e dei giornalisti esperti di comunicazione e sono state poi mandate in onda in diverse emittenti locali.

volantino bomprezziContemporaneamente a tutto ciò, è stata realizzata la veste grafica della locandina utilizzata come base di partenza per divulgare le diverse iniziative che hanno fatto parte del progetto (convegno del 13 e 14 febbraio 2009 con Franco Bomprezzi – “Italia, paese poco gentile con i disabili”; concorso fotografico; convegno conclusivo dell’intero progetto).

Come ulteriore forma di sensibilizzazione, le associazioni coinvolte nel progetto, hanno organizzato un concorso fotografico a tema – dal titolo “Barriere fuori e dentro di noi. Una fotografia per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per il superamento dei pregiudizi e per una mobilità dolce, attenta alle persone più deboli” – aperto a tutti i cittadini maggiorenni, finalizzato alla crescita della cittadinanza attiva nel territorio riminese; sono pervenute decine di fotografie, che hanno acceso i riflettori sulle barriere architettoniche presenti nella città di Rimini, ma anche sui comportamenti poco rispettosi che talvolta hanno i cittadini e, cosa altrettanto importante, hanno fatto riflettere sul fatto che, oltre alle barriere fisiche esistono delle barriere mentali, che ciascuno di noi può contrastare combattendo contro i pregiudizi e luoghi comuni, per migliorare, sempre di più, il proprio rapporto con la città e con gli altri.

L’obiettivo di tutte queste attività, è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e  stimolare comportamenti rispettosi dei diritti delle persone più deboli,  ma anche promuovere la cultura della città senza barriere attraverso una corretta informazione e sollecitando comportamenti coerenti con una buona educazione civica.

2 – Sempre con l’intento di rendere Rimini una città più fruibile ed accessibile, insieme all’azione di sensibilizzazione attraverso una campagna di promozione sociale, il progetto ha coinvolto alcuni studenti dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Odone Belluzzi” di Rimini che, poiché saranno i progettisti del futuro, sono stati invitati a riflettere e a cambiare comportamenti e abitudini sbagliate (come ad esempio parcheggiare il motorino sullo scivolo per disabili); sono stati affiancati da volontari e tecnici professionisti, ma anche da referenti dei quartieri della città, per realizzare la mappatura delle criticità del territorio riminese e per elaborare delle proposte progettuali di abbattimento delle barriere architettoniche e di miglioramento della mobilità, da presentare alla cittadinanza e ai soggetti istituzionali che si occupano di urbanistica e progettazione edile a Rimini.

Nel progetto sono state, perciò, coinvolte  4 classi dell’Istituto Statale per Geometri “Odone Belluzzi” di Rimini e i loro insegnanti.
I volontari delle associazioni, dopo aver concordato con preside e docenti il calendario  delle attività da svolgere insieme, hanno incontrato gli studenti coinvolti per presentargli il progetto e le questioni critiche della mobilità per le persone disabili, anziane, genitori con passeggini, che si spostano nella città di Rimini. Successivamente, i ragazzi hanno lavorato in classe insieme ai propri insegnanti per individuare zone e quartieri della città che presentano problematiche di sicurezza, accessibilità e barriere architettoniche; si sono poi suddivisi in gruppi di lavoro per procedere alla rilevazione e documentazione fotografica delle zone critiche.
Il materiale raccolto è diventato così oggetto di discussione ed è stato analizzato insieme ai tecnici e ai volontari; poi, si è passati alla fase successiva: gli studenti, con il supporto degli insegnanti e dei  consulenti tecnici, hanno elaborato progetti e proposte che avessero come criterio l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento della mobilità.

Fase finale

I progetti realizzati sono stati inseriti in una pubblicazione che contiene anche la mappatura delle criticità e i contributi delle asmanifesto convegno 29 aprilesociazioni di volontariato; il tutto è stato stampato in 800 copie.
La pubblicazione è stata quindi presentata in occasione di un Convegno dedicato – tenutosi il 29 aprile 2009 presso la Sala del Podestà , p.zza Cavour Rimini -, nel quale, oltre agli interventi dei volontari e degli insegnanti, sono stati presentati i progetti, da parte degli studenti stessi.

Al Convegno pubblico erano presenti i volontari delle associazioni promotrici, gli assessori e di tecnici degli enti locali, i referenti degli ordini e dei collegi professionali, nonché geometri, architetti e ingegneri che operano in provincia di Rimini.
Tale evento è stata un’occasione per le associazioni di sensibilizzare e di tenere alta l’attenzione su questi importanti temi attraverso una pubblicazione che è diventata un’importante strumento di lavoro; inoltre, per gli studenti, la presentazione dei progetti, ha rappresentato un’occasione importante per farsi conoscere sul mercato del lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Share Button